Ai miei amici.

Caro Fratello,
nell'ultimo commento al post precedente si chiede di farti i complimenti per il passaggio ai quarti del Milan. E si prescrive che siano complimenti senza ironia. Detto che io già nel mio commento del 3 Marzo 2007 delle ore 12:06 ti facevo gli auguri per il glorioso momento dei rossoneri, devo ammettere che senza ironia non ci riesco. Anzi, in tutta sincerità mi auguro che il Milan esca presto anche dalla Champions League. Non ti stupirai mica di questo? Non pensavi mica il contrario? Ti parlo davvero con tutta sincerità, la stessa sincerità con la quale a volte ti ho rimproverato, la stessa con la quale cerco di dimostrarti che ti voglio bene o ancora la stessa sincerità che penso tu pretenda quando mi chiedi un consiglio. E per fare riferimenti precisi, sempre in tutta sincerità, ti dico che se mai un giorno, in una partita di calcetto, qualcuno dovesse tirarti un pugno in faccia io lo inseguirei fino a colpirlo e me ne frego se non sono di buon esempio, me ne frego se così non si fa, e se vicino dovessi esserci un bambino al quale purtroppo darei un cattivo modello, me ne devo fregare, me ne sbatto i coglioni. E credo che dimostrerei il peggio di me ma io sono fatto così, mi ispiro a certe cose, a certi valori che a volte superano la morale ma sono cose in cui credo e voglio continuare a credere. Dopo tutto nell'amicizia come nell'amore ci si promette fedeltà nel bene e nel male o addirittura "nella gioia e nel dolore". Ad un "TI VOGLIO BENE" falso da un amico preferisco un vaffanculo detto col cuore.
William Shakespeare disse:
"...e chi muore senza portare nella propria tomba almeno una pedata ricevuta in dono da qualche amico?