sabato, novembre 24, 2007

Pappagalli verdi


"E' stato ferito da una mina.. Una mina giocattolo. Quelle che i russi tirano sui nostri villaggi.." Così disse Mubarak, l'infermiere che faceva anche da interprete, avvicinandosi con un catino di acqua e una spugna.."Non ci credo, è solo propaganda" ho pensato, osservando Mubarak che tagliava i vestiti e iniziava a lavare il torace del bambino, sfregando energicamente come se stesse strigliando un cavallo."Guarda..guarda questo è un pezzo di mina giocattolo, l'hanno raccolto sul luogo dell'esplosione.. I nostri vecchi le chiamano pappagalli verdi!". E si mette a disegnare la forma della mina.. Dieci centimetri in tutto, due ali con al centro un piccolo cilindro.. Sembra una farfalla più che un pappagallo; e adesso posso collocare come in un puzzle il pezzo di plastica che ho in mano..è l'estremità dell'ala."Vengono giù a migliaia, lanciate dagli elicotteri a bassa quota.. Chiedi ad Abdullah l'autista dell'ospedale! Uno dei bambini di suo fratello ne ha raccolta una l'anno scorso: ha perso due dita ed è rimasto cieco.. "
Mine giocattolo studiate per mutilare i bambini.E ho dovuto crederci anche se ancora oggi ho difficoltà a capire.
La forma della mina,con le due ali laterali serve a farla volteggiare.. Non cadono a picco; quando vengono rilasciate dagli elicotteri si comportano proprio come i volantini,come i coriandoli..e si sparpagliano qua e la su un territorio molto più vasto, molto più vasto. La mina, la mina non scoppia subito.. spesso non si attiva neppure se la si calpesta.. Funziona per accumulo successivo di pressione: bisogna prenderla, maneggiarla ripetutamente, schiacciarne le ali. Chi la raccoglie insomma, può portarsela a casa, mostrarla nel cortile agli amici incuriositi che se la passeranno di mano in mano ci giocheranno, poi esploderà.. e qualcun altro farà la fine di Halil.
Ho visto troppo spesso bambini che si risvegliano dall'intervento chirurgico e si ritrovano senza una gamba o senza un braccio. Hanno momenti di disperazione, poi incredibilmente si riprendono.. ma niente è insopportabile per loro come svegliarsi nel buio.. I pappagalli verdi li trascinano nel buio per sempre..

venerdì, novembre 09, 2007

Perle e Principesse

L’amore ai tempi di Internet può essere meravigliosamente romantico e sorprendente. E con la rete si può davvero trovare un ago in un pagliaio. E l’amore. Come ci spiega una storia vera, riportata dal New York Post, dal Guardian e da decine e decine di siti in tutta la rete.Lui si chiama Patrick Moberg, ha ventuno anni è di Brooklin, fa il Web designer e torna a casa tutte le sere dal lavoro con la metropolitana. Ha fatto così anche lunedì scorso ma qualcosa ha catturato la sua attenzione: una bella ragazza, seduta qualche posto più in la, che scrive nel suo diario. Patrick la guarda, il suo cuore batte sempre più forte, ma quando decide di avvicinarsi la folla che stipa il treno non gli permette di raggiungerla. La ragazza scende dal treno, Patrick la perde di vista. Torna a casa e non sa darsi pace, vuole trovare la sua Cenerentola, ma non ha nelle mani nemmeno una scarpetta di cristallo. Allora prende una matita, disegna il ritratto della giovane, vestita con pantaloncini e maglietta blu, e con un fiore tra i capelli. Quindi decide di aprire una pagina web, la intitola www.nygirlofmydreams.com, ci mette il disegno, il suo numero di cellulare e la sua email, chiedendo aiuto per ritrovarla. Il messaggio si diffonde rapidamente in maniera virale, altri siti rilanciano la richiesta e pubblicano il disegno, il popolo del web newyorkese si mobilita.In poche ore la sua mailbox viene riempita di messaggi e il suo telefono inizia a suonare senza sosta, riceve messaggi di tutti i tipi, fino a martedì sera, quando un’amica della ragazza lo contatta e gli spedisce una foto, per confermarne l’identità. “L’ho trovata! Davvero!”, scrive Patrick sul suo sito, “siamo stati messi in contatto, vedremo cosa accade”. Patrick scopre il giorno successivo che la misteriosa ragazza bruna che ha rapito il suo cuore si chiama Camille Hayton, ha 22 anni, vive anche lei a Brooklin e lavora al magazine BlackBook. “Non posso credere che stia accadendo davvero”, ha dichiarato lei al New York Post. Inutile chiedere come sia andata a finire, Patrick ha tolto dal sito il suo numero di telefono e al cellulare risponde solo un messaggio in cui dichiara di non voler rilasciare più interviste. Sul sito adesso c’è solo una frase: “Nel nostro interesse, non ci saranno più aggiornamenti su questo sito. A differenza delle commedie romantiche e delle cattive canzoni pop, dovrete immaginare il finale di questa storia da soli”.

martedì, novembre 06, 2007

Thoughtful moments


Mi ritrovo qui a scrivere... dopo qualche giornata persa in mezzo a mille pensieri...
Scelte di vita... scelte di responsabilità... o di non - responsabilità...
Scelte volute, anche se potrebbero far male a qualcuno... ma la coscienza è a posto, ho scelto di fare quello che voglio e di non fare quello che attualmente non voglio.
Capita così, all'improvviso: qualcuno ti chiama per un posto al Sud, una banca. E tu? Sei qui a fare uno stage, c'è qualche prospettiva... ma hai la tua vita qui, hai mille opportunità... e allora? Decidi di declinare l'invito, sapendo che la decisione sicuramente non farà del tutto felici i tuoi... Ma che comunque ti fanno capire di darti tutto il supporto e la fiducia di cui hai bisogno.
Scelte importanti, magari fra qualche anno ci ripenserai... ma chi se ne frega... sto imparando finalmente a fare quello che voglio, a credere in quello che faccio, anche se magari fra qualche tempo mi accorgerò di aver sbagliato. Errare è umano, si dice. Se lo fai facendo scelte in cui credi, l'errore è meno sentito.
Di sicuro queste decisioni lasciano una traccia in te. Ti fanno crescere. Ti fanno aumentare la consapevolezza che, pur magari sbagliando, sai prendere decisioni volute. E non influenzate o condizionate. E' un periodo così. I pensieri vanno e vengono. Quel che importa è che i rimpianti e i rimorsi non avranno mai casa da queste parti.
Chiudo con una poesia del grande Bukowski, si intitola "Sii gentile":

ci viene sempre chiesto
di comprendere l'altrui
punto di vista
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.

uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.

ma l'età è la somma
delle nostre azioni.
sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.

non è colpa loro?

di chi è la colpa?
mia?

a me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.

l'età non è un crimine

ma l'infamia
di un'esistenza
deliberatamente
sprecata

in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate

lo è.

giovedì, novembre 01, 2007

Magic Moments

Qualche mese fa, in un attimo di lucida follia in cui pensavo ai motivi per cui il mio passato mi è sempre sembrato costellato da una serie infinita di errori più o meno gravi, ho iniziato ad elencare su un foglietto di carta quei momenti magici che hanno dato un senso, seppur temporaneo, alla mia esistenza. Istanti di felicità in cui mi sono sentito il centro pulsante dell'universo, dove tutto si decideva, dove tutto si realizzava. A mò di moderno contrappasso, la lucida follia lasciò il posto a una serenità discreta perchè i momenti iniziavano ad essere numerosi, e perchè, mentre li appuntavo, rammentavo volti, persone, situazioni passate e mai dimenticate.
Poi però ho perso il foglietto.
Ora, con il vostro permesso, lo riscrivo qui affinchè ne resti memoria eterna:
  1. Fine anni 80, una bambina che ti dice ti amo temperando una matita.
  2. 1991, sentire il tuo nome davanti a tutti, l'ultima sera del tuo primo camposcuola.
  3. 1993, risentirlo di nuovo, tornando in pullman dalla gita di terza media.
  4. 1993, Atlantide, quando l'applauso dei tuoi amici è più gratificante di una pagella d'oro mancata.
  5. 1995, il bacio a Francesca in mezzo a prati e boschi.
  6. 1996, Sanfilippese-Cuprense 3-2 all'ultimo minuto, qualificati!
  7. 1997, Alessia e Praga.
  8. 1998, terminato l'orale di maturità, scendo la scalinata a testa alta, il sole che mi bacia, il mare che mi aspetta.
  9. 1998, ricorderò per sempre un San Lorenzo lungo tre anni.
  10. 2002, 5 Maggio, non aggiungo altro.
  11. 2002, Zidane indovina l'incrocio in finale di Coppa, io indovino la finestra di Katia a Urbino.
  12. 2002, sabbia, luna, stelle, birra e naturalmente chitarra, è il primo contest.
  13. 2003, so che partirò per Barcelona e Bologna-Juve finisce 2-2, la curva viene giù.
  14. 2003, Patricia, il bacio di Natale a Parc Güell.
  15. 2004, una serata speciale con una amica speciale, in dolce confusione per tre giorni.
  16. 2004, l'incontro con Irene a Siena, sotto la pioggia.
  17. 2005, Roma-Juve 1-4, io c'ero.
  18. 2006, Circo Massimo, Alex mi porge la Coppa del Mondo, oro che scintilla nei miei occhi.
  19. 2006, cavalcare l'onda a Sopelana, Bilbao.
  20. 2007, lettera a Letizia, non credevo di saperle più fare certe cose...