
La prima cosa che mi viene in mente rivedendo le immagini di Catania è una domanda: si può?
Era una partita di calcio quella o una battaglia alle porte di Baghdad? Si fa fatica ad accettare la morte di una persona che combatte al fronte, figuriamoci per una stupida partita di Serie A...
Che senso aveva quella guerriglia contro le forze dell'ordine? Che senso aveva la sassaiola tra tifosi? C'è così tanto odio? O la gente scarica le proprie frustrazioni la domenica allo stadio contro la polizia e contro i tifosi dell'altra squadra? Cosa centrava il povero ispettore Raciti?
I vertici del calcio e della politica dovevano dare un segnale: hanno scelto di fermare i campionati a tempo indeterminato...nonostante il week-end rovinato da una banda di assassini, questo deve invitarci a riflettere su come il calcio sia diventato una questione terribilmente importante e non più un semplice gioco dove riversare la nostra passione sana per una squadra. Detto questo però devo dire anche che non credo che questo provvedimento basti a fermare la violenza o perlomeno non serve solo questo: bisogna punire in maniera forte i teppisti e criminali che frequentano gli stadi, solo così la gente come noi che ama il calcio potrà godersi lo spettacolo senza paura nè interruzioni improvvise. Perchè da noi non esistono i processi per direttissima? Perchè lo stadio è una zona franca? Perchè le società non spendono un pò di meno per i calciatori e investono per la sicurezza? Perchè il Governo non fa qualcosa di serio (e non i biglietti nominativi...) contro questi criminali?
E' proprio il caso di dirlo: non è questo il calcio che ci piace.