L'altro me si muove tra il caos e l'odore umano di una lezione appena finita. Il rumore di una macchina da caffè che accetta le sue monete lo riporta per un attimo tra la gente, ed è là che la vede. Ancora. Non ci fa caso, vicino a lui c'è Noemi che prende con un sorriso il bicchiere caldo che lui le passa. Lei guarda, un pò curiosa. E' in quel preciso momento che si svela, crolla il suo scudo: lei vorrebbe l'altro me, e solo lui. E lo conferma dopo, aspettandolo mezz'ora all'uscita dal lavoro. Ma lui sa già come si comporterà il suo istinto bastardo. Il silenzio è gelido. Lei prova a scuoterlo, ma lui è come paralizzato: qualcosa si è rotto dentro e sta cercando di capire dove e soprattutto perchè. Il resto è solitudine ritagliata in un giorno come tanti. La sera arriva in fretta e il telefono squilla. Lui lo sapeva già. La voce è sua:
"mi spieghi cosa avevi oggi?". "Niente". "Eri strano strano, musone, e a me non piace perchè non sei te...tu sei sempre allegro...sei triste?qualcosa non va?". "Perchè dovrei essere triste? No, davvero...tutto bene!E che a te non va bene se esagero in un modo, non va bene se non parlo..deciditi!". "mi trovo a disagio se ci provi con me perchè vorrei conoscerti un po meglio e ambientarmi..non sono sicura di voler iniziare qualcosa adesso ...ma x il resto il nostro rapporto per me va benissimo....cioè vederti e uscire mi fa piacere, non sarei uscita con te sennò..". "Ok". "ecco sei diventato criptico, mi chiedo se ti da fastidio quando ti dico di vederci...quasi oggi mi stavi dicendo di tornarmene a casa invece di aspettarti!"
Lui capisce che è il momento di dare la bastonata al cane: "il fatto è semplice: tu non vuoi iniziare niente adesso..e poi chi ti ha detto che io si, ma comunque...io invece non voglio fare l'amichetto.."."OK quindi non siamo niente e non ha senso che continuiamo a vederci o sentirci, è questo che vuoi dire?". "Si, nel senso: una ragazza diventa una mia amica se non mi attrae minimamente ma condivide con me tante cose...se una ragazza mi piace anche solo un pò io sono costretto a fare una scelta: o bianco o nero, il grigio non ha senso.. a me fa piacere vederti...ma di fare l'amico cosi a cacchio non tanto.. ma vabbè, sono solo miei pensieri, almeno stasera sei stata un pò chiara."
Dall'altra parte il silenzio. Lui chiude con un "buona serata" che vorrebbe augurarsi a sé stesso.
Si chiede se è stato un bene o un male. Cerca di capire con la mente stanca di cosa ha bisogno ora: di 10 ore di lavoro ancora non pagato, di una casa nuova, di amici vecchi. Di sicuro non ha bisogno di lei! Cerca di convincersene. Forse ci riesce.