mercoledì, ottobre 17, 2007

I furbi...


i furbi scendono la corrente come
pesci bianchi,
sulla cresta d'acque blu,
oltre le rapide,
i furbi
con le loro gole e sopracciglia da furbi,
i loro furbi peli nel naso,
entrambe le scarpe allacciate,
tutte le tragedie cancellate,
denti splendenti,
i furbi non si scompongono,
anche le loro furbe morti sono morti al quadrato,
furbi furbi furbi,
hanno case migliore,
auto migliori,
risate migliori.
Persino i loro incubi sono
sogni sgargianti,
questi furbi,
ti siedono di fronte,
con un sorriso pulito,
che li riempie, financo i capelli
sprizzano nitore.
Quanto ho vissuto
e quanti ne ho visti.
Sapete cos'è davvero la morte?
È uno di questi furbi
rottinculo
che ti stringe la mano
e ti abbraccia
Sapete cos'è davvero la morte?
Venite a vedermi
mentre allungo la carta di credito al cameriere
disprezzandolo,
o peggio

2 Commenti:

Blogger ilFratello ha detto...

Sono nella casa dove abitavo da bambino.
Riconosco ogni oggetto,
La disposizione dei mobili, i colori.
La luce era diversa negli anni settanta,
ho riconosciuto anche quella.
Ho aperto tutti i cassetti
per essere sicuro che in tutti questi anni
nessuno Abbia toccato la mia roba.
C'è un'intera brigata dell'esercito britannico li dentro.
Rosa.
Sono ancora intenti a schierarsi
per fronteggiare l'attacco imminente.
Ma l'attacco non avverrà mai.
Il divertimento per me era disporre i soldatini
come se dovessero affrontare un ingaggio particolare,
e poi, senza che nulla avvenisse,
cambiare la disposizione.
Sono ancora lì come li avevo lasciati
venticinque anni fa.
L'ufficiale ha il braccio teso davanti a se
mentre sta per prendere la mira,
la testa piegata verso l'alto mi guada implorante:
"Vado?".
Ho richiuso il cassetto.
Ho setacciato tutta la stanza
in cerca di quello che avevo lasciato.
Ho trovato tutto meccanicamente
come se non avessi bisogno
di ricordarne la posizione.
Devo aver fatto un bel casino
perchè mia madre è entrata.
Giovane e bellissima. Rideva.
Mi ha preso in giro.
Una strana calma, una calma enorme.
Non so cos'è.
Ma non ho mai pianto tanto come al risveglio.
Ho rifatto il percorso che mi portava
dalla scuola alla casa dei miei.
La prima volta dopo venticinque anni.
C'è una sensazione che non ho mai più provato.
Non abito più lì da sempre.
Ho avuto una vita. Altrove.
E' solo una stupida villetta con uno sputo di giardino,
ma sarà la prima cosa che comprerò.
Quando sarò ricco.

21 ottobre, 2007 21:13  
Blogger Piero ha detto...

Il miglior commento nella storia del nostro Blog! Il fratello scrive davvero da Dio!!! Grande Fra...parole meravigliose.....

21 ottobre, 2007 23:22  

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