Lettera a Letizia

In un pessimo venerdi di lavoro, seduto davanti al pc, controllo stancamente la mail quando si apre una finestra messenger. Ero entrato pochi minuti prima, con il mio solito nick, la mia solita foto e un nuovo commento che molto mi si addice: “latitiamo da anni con i soliti inganni” (Daniele Silvestri, La paranza).
E' il mio amico Fabrizio che scrive, vuoi vedere la foto di Letizia? Chi sarà mai Letizia? “E' una ragazza che veniva nella mia palestra qualche anno fa, molto carina”. Mah, una foto di una ragazza carina in un triste venerdi non si rifiuta mai. Eccola la famosa foto con la fascia in testa, un sorriso appena accennato e quelle dita che sfiorano le labbra... Una foto bellissima che va oltre te, che cattura in un magico istante il sorriso della ragazza che hai sempre desiderato. Una foto artistica nelle forme e nei colori. Mi colpisce così tanto che la sostituisco alla mia foto su messenger. Tutti i miei amici la vedono ed iniziano a chiedere. “E' una mia amica”, taglio corto. Voglio cambiare anche il commento per evitare di ripetere a tutti la stessa cosa... Mentre ci penso osservo la frase che già c'è: “latitiamo da anni con i soliti inganni”, basta aggiungere una E e diventa un capolavoro:
“laEtitiamo da anni con i soliti inganni”
Scatta una scintilla dentro, il caso mi ha regalato un attimo di gioia che cancella il lavoro, i pensieri, le fatiche. Quel venerdi non sarebbe stato più lo stesso. Diventa un giorno felice. Grazie a te, o meglio alla tua foto e alla frase perfettamente incastonata. “Letizia deve conoscere la storia del mio attimo di felicità”. Fabri, che altro sai di Letizia? Niente, non viene più in palestra, al tempo abitava in una parallela di via Marconi.
Improvviso flash-back mentale di una conversazione passata: “Chiara, che fine ha fatto Annalisa?” “Vive con altre ragazze in una parallela di via Marconi”
Perchè non tentare? È il venerdi delle coincidenze questo... Messaggio ad Annalisa “ciao avvocato, come procede la carriera? Non è che per caso vivi con una ragazza di nome Letizia?”
Il resto lo sai...
Ci crederai o no, questa è la cosa importante che ti volevo tanto raccontare. Raccontare e basta.
Di persona sarebbe stata un'altra cosa, ma il mio obiettivo era che tu lo sapessi, in un modo o nell'altro.
Un'ultima cosa: una sera ragionavo con il mio amico Francesco sull'universo femminile. Odiamo le ragazze che vanno al cinema a vedere film d'amore e piangono, che leggono libri su principi azzurri e sognano, che ascoltano dolci canzoni e pensano, che non hanno il coraggio di scoprire una cosa bella a due metri da loro e si nascondono.
Con quello sguardo e quel sorriso tu non puoi essere una di loro, o almeno lo spero...
Filippo
