
Cari amici. Vi racconto la storia di un ragazzo al quale piaceva (e piace) tanto scrivere. Questo ragazzo scriveva di tutto, pezzi e frammenti sparsi quando tornava a casa dopo il liceo, piccoli sfoghi nei pochi momenti di depressione, frasi allucinanti al terzo whisky, sul bancone del pub mentre gli amici parlavano di politica.
Un giorno questo ragazzo si trasferisce a Bologna, e là inizia a sentire qualcosa dentro, in testa soprattutto: qualcosa che urla, sussurra, piange, ride, mastica, sputa.
Capita, a volte, di trovarsi davanti al quesito: cosa ho in testa?
Quel ragazzo capì che era una storia, quella che aveva in testa.
Decise cosi di scriverla, di far diventare vita dei semplici fogli bianchi. Ci è riuscito. Il risultato è un romanzo, un noir, di 143 pagine che 11 case editrici stanno leggendo e valutando.
Quel ragazzo sono io.
Oggi mi ha chiamato una delle suddette case editrici, dicendomi che hanno intenzione di pubblicare il mio romanzo. Mi hanno detto che la storia, la trama, i personaggi, l'idea, tutto è bello, tutto è piaciuto. 5 voti favorevoli su 5, nel comitato editoriale. Venerdì ho un appuntamento telefonico con il direttore editoriale e poi ci incontreremo di persona per discutere del contratto.
Probabilmente, non accetterò la loro offerta. Sono fiducioso, aspetto che mi chiami qualche casa editrice più importante, anche se per un esordiente è già un miracolo farsi pubblicare e trovare spazio.
Ma io sono fiducioso e la telefonata di oggi mi ha stimolato positivamente. In fondo, sono arrivato a questo punto grazie ai miei sogni, perchè accontantarsi della realtà?
Solo Piero era a conoscenza di tutto ciò. Piero il libro l'ha letto e lo ringrazio di cuore: anche il suo giudizio mi ha spinto a crederci. Lo ringrazio perchè ha mantenuto il segreto, come avevo chiesto.
Filippo sapeva che stavo scrivendo, ma non sapeva che in questi 4 mesi mi sono sbattutto in tutti i modi per selezionare case editrici, contattarle e inviare manoscritti.
Il Nonno l'ha saputo per pura casualità.
Avrei preferito dirlo a tutti, davanti a una birra. Magari a contratto già firmato. Ma è andata cosi...